Teatro: “LA CADUTA” è SULLA LUNA

La favola noir di Carolina Khoury

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Esistono piccole realtà che perseguono grandi ideali, esistono piccoli spettacoli portati in scena con grande umiltà ed esistono piccoli nomi dietro ai quali si nascondono grandi artisti.

Il Teatro della Caduta è la più piccola sala teatrale di Torino, una meticolosa miniatura che niente ha da invidiare a teatri più capienti. Il rosso dominante delle pareti conforta e abbraccia una platea composta da quarantacinque piccole e pieghevoli sedie di legno. La struttura della sala di mattoni a vista è spezzata in due da un’arcata ornata da romantici lumini a led. L’atmosfera è quella bohemienne, sicuramente eterea, d’altri tempi. Un luogo in cui poco importa stare sul palco o sotto di esso perché la posizione è comunque privilegiata e la sensazione è quella tipica di quando si vive qualcosa di unico. Una dimensione a sé stante che annulla il tempo e lo spazio.

Mare Crisium – Ovvero la storia di Salomè che cadde sulla Luna” è la favola noir di una piccola donna e del suo grande Re Pupazzo. É la storia di una giovane principessa divorata dal suo dentro, dal suo Io. É Salomè che muove Erode. È il desiderio di Erode che si piega al volere di Salomè. É il desiderio di Salomè che decapita freddo l’amato Iokanaan.

Così, tolte le viscide maschere in cui la società è costretta, ci appaiono nitidi i volti dei mostri che ci portiamo dentro. Quei mostri che tanto vorremmo reprimere ma che troppo spesso ci sfuggono incontrollati e che, impossessatisi dei nostri corpi, si rendono autonomamente abominevoli.

Carolina Khoury e il suo Gino si muovono con cosciente lucidità, in-dipendenti uno dall’altro in uno scambio continuo di battute e di intenti. Accompagnando lo spettatore attraverso un sogno surreale, l’attrice-burattinaia ricama a maglia il controverso testo che Oscar Wilde scrisse a Parigi per Sarah Bernhardt. Così ogni elemento in scena assumerà la connotazione umoristica di chi l’ha creato dando vita a un viaggio interstellare in cui l’egoismo e la superbia indossano di volta in volta i diversi panni di profeti e sovrani. Sarà questa non classificabile performance, in cui l’attrice si spoglierà abilmente dalle tanti pelli che si è dipinta addosso, a lasciare il pubblico nudo sulla luna, solamente in compagnia della propria personale triste verità.

Antonio Raciti

 

Teatro: “LA CADUTA” è SULLA LUNAultima modifica: 2010-05-04T11:20:00+02:00da culturacritica
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