Teatro: L’AVARO PERFIDO PORCO DI MOLIÈRE

Teatro delle Albe – L’Avaro di Molière – traduzione di Cesare Garboli

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A Torino continuano a risuonare gli echi rauchi dell’amplificato fiato dell’Avaro signore di Molière, portato in scena dalla Compagnia Teatro delle Albe e interpretato, nella sala del Teatro Astra di via Rosalino Pilo, da una formidabile Ermanna Montanari nel ruolo di Arpagone.

Il teatro Astra, realtà culturale riconosciuta e sostenuta dal quartiere Campidoglio in cui risiede, dal 2005 ha trovato collocazione nell’industriale struttura sventrata dell’antico teatro (poi cine-teatro) inaugurato nel 1930. Il vecchio edificio è stato denudato, minimizzato in un unico grande spazio sovrastato dagli scheletri delle travi di cemento armato (quelle che reggevano la vecchia galleria) che come braccia si insinuano dalle pareti laterali sulla gradinata destinata al pubblico.

Lo spettacolo ha assunto questa sala contemporanea a cornice ideale caricandola di macchiette calcolatrici sospinte a beffarde orchestrazioni coreografiche. Intervenendo nei cambi di scena la compagnia formata da attori-attrezzisti ha accompagnato gli spettatori a oltrepassare la quarta parete giusto in tempo per l’arrivo di un profetico e conciliatore Martinelli sul finale. La grottesca interpretazione di Ermanna Montanari ha inizialmente scosso la non giovanissima abitudinaria platea (facendo scappare alcuni spettatori terrorizzati) che sbigottita si è ritrovata ad assistere all’avidità spietata dipinta sul protagonista da Molière e trasformata in malattia esistenziale dal regista Martinelli.

I movimenti meccanizzati, ripetuti, ostentati e infine assunti come tic nevrotici da quei personaggi meschinamente stereotipati hanno permesso la sdrammatizzazione dell’attualissimo testo Moleriano dove fa da protagonista indiscusso il Denaro padrone fonte di ricatti e leccamenti. Antagonista è un sentimento di rivalsa popolare nei confronti di un governo tiranno che persegue i suoi scopi annientando gli ostacoli e che condisce ogni sua azione con un’abbondante corruzione normalizzata. Uccidendo così ogni sincera passione relega giovani capaci nel ruolo di uccelli rapaci obbligati ad elemosinare e affilare i propri artigli per essere liberi.

Ermanna Montanari interamente posseduta dall’avidità del personaggio Arpione si fa conduttrice perennemente amplificata sopra ogni altra voce. I suoi movimenti bassi e furtivi trovano sostegno su gambe-zampe di perfido porco. Il nero la veste, la investe e la inghiotte riparandola dal vociare vendicativo dei suoi figli e servi. Anche il diritto di replica è schiacciato da giudici di parte consentendogli inazioni malvagie giustificate dalla convinzione che “la colpa è di chi lecca, non di chi si fa leccare”.

Antonio Raciti

Teatro: L’AVARO PERFIDO PORCO DI MOLIÈREultima modifica: 2010-05-04T11:13:00+02:00da culturacritica
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